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SCHINRIN
Foto di Pierluigi Cattani Faggion - 2018
SPETTACOLO DINAMICO E IMMERSIVO NELLA NATURA
di Carlo Casillo e Mariano de Tassis

LE REGINE DEL BOSCO D’INVERNO

In molti Paesi del mondo (dalle Alpi ai Carpazi, dalla Scandinavia alla Russia, al Nord del Giappone) sono presenti antiche leggende che si possono ricondurre ad archetipi ricorrenti a tali figure: dalla ancestrale dea delle cime innevate Berchta , alla Snegurka russa (la Fanciulla di Neve, che accompagna Nonno Gelo, il Babbo Natale delle steppe), dalla Erec di Bretagna alle fate Yama-Uba delle isole settentrionali del Giappone, alla Principessa della Nevi delle Dolomiti.  Figure mitologiche che debbono sottostare alla rituale condanna del freddo e che perdono ogni potere all’arrivo del sole o della stagione calda.

Allo stesso modo il bosco e la foresta sono, da sempre ed in ogni cultura, ambiente magico, luogo sacro o di dimora di spiriti (numi) creature buone o malefiche, spazio senza tempo ove immergersi, perdersi, ritrovarsi, fonte di ispirazione per le più note fiabe e leggende.

Il pubblico viene condotto lentamente da un attore/performer lungo un viaggio visionario, fantastico, rituale alla ricerca degli spiriti di queste figure mitologiche femminili dell’inverno, racchiuse negli alberi del bosco, rievocandole con suoni, parole, canti, musica. 

Sono gli alberi, come attori co-protagonisti, che, toccati, percossi, abbracciati, fanno emergere le voci dirette di queste mitiche figure femminili, le loro antiche storie di gelo, neve, mistero, amore, amicizia, come tramandate nei secoli, da bosco in bosco. 

Le musiche originali sono ispirate dalla provenienza delle fiabe/leggende narrate, con elementi di folk etnico ma anche con sonorità contemporanee “invernali” e rarefatte, fiabesche. Il tutto immerso in un suggestivo sound design (suoni ancestrali, profondi, immersivi e naturali del bosco) e nelle registrazioni ambientali dal vivo, amplificate dall’uso delle cuffie per amplificare l’effetto di “perdersi” nel bosco e nella storia lungo il camino.

Luogo ideale per il percorso/spettacolo sono quindi i boschi(tanto meglio se innevati) o comunque strade forestali, sentieri o passeggiate di facile percorribilità situate in ambienti naturali esterni adiacenti a boschi o ad alberi. 

Un evento adatto a tutti (anche bambini, con un itinerario semplice e fruibile di circa 30/40 minuti totali, eventualmente anche con l’utilizzo di ciaspole (se di interesse ed in dotazione dell’organizzatore e compatibilmente con le situazioni logistiche e climatiche). Una formula organizzativa interessante (ed integrativa) può essere quella che prevede che il gruppo, accompagnato da una guida (a carico dell’organizzazione), raggiunga (a piedi o con ciaspole) il luogo ove si rappresenterà l’evento (bosco), senza cuffie, e che solo arrivato presso tale sito venga accolto dalla compagnia, che consegnerà le cuffie, per vivere in tale ambiente l’evento. Al termine dello spettacolo, il gruppo può essere accompagnato nel percorso a ritroso dalla guida. Una formula che concilia la parte iniziale (e di ritorno) più sportiva a quella più artistica nel luogo di destinazine.  

Il _bosco d’inverno è quindi il vero protagonista, con i suoi infiniti alberi, maestosi e potenti, apparentemente così radicati e solidi ma anche, come recenti drammatiche cronache hanno purtroppo dimostrato, così vulnerabili e fragili di fronte alla potenza della natura. Come antiche dee o principesse delle nevi, nonostante i loro poteri magici, possono sciogliersi al sole di primavera, così un’intera foresta può piegarsi alla forza brutale del vento, per ricordarci, ancora una volta, l’inestimabile bellezza del nostro ambiente naturale, ma anche la necessità di continuare ostinatamente ad amarlo, rispettarlo, curarlo, proteggerlo, come il cuore infranto di una fanciulla nel freddo bosco d’inverno.




per maggiori informazioni

info@misceledaria.it

Mariano De Tassis
mdetassis@gmail.com
347 8852 404

Carlo Casillo
studio.casillocarlo@tin.it
339 2892 360
copyright chinanera 2018 / Alcune foto in questo sito sono di  Pietro Cappelletti, Pierluigi Cattani Faggion, Christian Cristoforetti